Quadernino nero

La scrittura e i blog mi hanno sempre affascinato.

Da bambino, le mie insegnanti e i miei genitori mi spronavano a scrivere i "pensierini" e temi liberi, mentre a 10 anni già scrivevo i miei primi articoli per il giornalino scolastico e per il bollettino parrocchiale.

All'età di 11-12 anni iniziavo a bazzicare su internet con la vecchia connessione 56k e mio padre che mi dava 10 minuti di navigazione perché all'epoca usare la rete costava.
Certo, all'epoca il mio interesse era focalizzato dai forum che all'epoca (2002-03) concentravano buona parte del "movimento" che iniziava ad esserci sulla parte italiana della rete, con le interazioni che permettevano e le funzionalità sempre nuove che venivano poco a poco aggiunte.

Aprii il mio primo blog, se non sbaglio, in terza media utilizzando la piattaforma Spaces di MSN, chat che all'epoca la faceva da padrona. Ovviamente era un sito infarcito di contenuti imbarazzanti e che sembravano interessanti solo a me, e le uniche visite che ricevevo erano quelle dei miei (abbastanza numerosi) contatti di MSN che cliccavano sul link sotto il mio nome e, dopo essersi fatti una risata triste di fronte al mio tentativo di blog, chiudevano la pagina.

Tra la prima e la terza superiore provai diverse piattaforme, tutte abbandonate per mancanza di costanza, di idee e di interesse. Avrei voluto mantenere un blog come un diario, forse più per adeguamento ad una "moda" che percepivo da qualche parte, nell'etere o sulla rete, ma che non si concretizzava mai davvero.

Dal 2009, complice il mio ingresso in una band in qualità di cantante e cantautore, iniziai a scrivere quante più idee possibili su alcuni taccuini Moleskine da me acquistati in un attacco compulsivo. La band durò per me solo un paio di mesi, ma l'abitudine di appuntare pensieri e riflessioni, in forma discorsiva, di racconto o in versi, mi è rimasta fino ad oggi.

Nel 2013 ho aperto un nuovo blog, questa volta senza aspettative ma con lo scopo di tenere un archivio online di tante riflessioni e poesie che non vorrei perdere, con la possibilità che possano essere utili per qualche avventore del web.

Ci sono stati periodi di scrittura più intensi (come nel biennio 2009-10 o nel triennio 2013-15) e altri meno intensi.
Negli ultimi anni, per esempio, ho ridotto molto la scrittura, specialmente in concomitanza di eventi particolarmente intensi emotivamente (il mio matrimonio, un mio infortunio serio, la morte di un amico, l'inizio di una nuova esperienza lavorativa), ma non mi sono mai completamente fermato.
Stranamente, per me è più difficile scrivere in certe situazioni, soprattutto a causa della stanchezza che mi invade la mente dopo l'avvenimento dei fatti, mentre so che molti scrivono con più libertà e facilità in tali momenti.

Quanto scrivo sotto forma di appunti il più delle volte rimane chiuso nel quadernetto. Talvolta qualcosa riesce a ispirare una canzone, altre volte è un'idea che riprendo in un discorso o un messaggio per un amico, altre ancora finisce sul blog.

Il blog in questione, che ho intitolato Black Bloc Notes, è visitabile da tutti e, sebbene venga aggiornato ogni morte di papa, è da considerarsi vivo e vegeto.
Il titolo del blog non c'entra coi black bloc, ovvero la frangia nichilista e violenta di un qualsiasi gruppo di manifestanti (global, no global, ecc.) con cui non condivido un bel niente!, ma è un riferimento ai taccuini Moleskine di cui sopra, che non sono dei bloc notes, ma ne hanno per me la medesima utilità. Solamente, costano molto di più!

Buona lettura a quanti vorranno avere una visione più intima di me, leggendo il mio blog.

Fotografia, ovvero come fermare il tempo

Forse è stato solo per ripararmi dietro ad una barriera, sentendomi come gli inviati di guerra con elmetto, corpetto con scritta "press" a caratteri cubitali e macchina fotografica in mano, armata e pronta a sparare.
Forse è stato solo perché è da quando sono adolescente che non amo lo scorrere del tempo, e in certi momenti difficili avrei voluto poterlo fermare per recuperare fiato e stare vicino a qualcuno che se ne è andato.
Forse è stato solo per emulare mio padre, anch'egli appassionato di fotografia in gioventù.
Forse è stato solo un modo furbesco per avvicinarmi alle ragazze belle scavalcando la mia timidezza, brandendo la scusa di scattare un ritratto e immortalare qualche sorriso o qualche dolce espressione corrucciata.
Non so ancora bene spiegarmi il perché, ma in qualche maniera dall'età di 16 anni ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia.

Dopo aver ricevuto una piccola punta-e-scatta Samsung per il mio compleanno, ho iniziato a muovere i primi passi fotografando momenti di vacanza con gli amici o paesaggi delle campagne piacentine e cercando di apprendere le basi della composizione leggendo tutorial su internet.

Nel 2010, stanco delle limitazioni di quel genere di fotocamera, come regalo per la maturità ho chiesto a mio padre di regalarmi una reflex: abbiamo trovato in vendita in un centro commerciale un kit Canon EOS 1000D con obiettivi zoom Canon 18-55mm F3.5-5.6 e Sigma 70-300mm F4-5.6 DG Macro, e da lì a poco ho iniziato a sperimentare con luce e buio, aperture e tempi, cercando di applicare al meglio quanto già appreso facendo foto durante concerti ed eventi sportivi.
Sperimentando con i ritratti e trovandomi spesso situazioni di luce scarsa, ho iniziato a pensare all'acquisto di un obiettivo a focale fissa finché non ho trovato un Canon 50mm F1.4, acquistato d'impeto: la mia prima prime lens!

A fine 2012 mi sono finalmente deciso a seguire un corso di fotografia digitale, in modo da approfondire e organizzare le mie conoscenze pregresse.
Qualche mese dopo aver concluso il corso ho eseguito il mio primo upgrade: venduta ad un conoscente la 1000D con l'obiettivo 18-55mm, ho acquistato una Canon EOS 60D usata ed un obiettivo zoom Tamron 18-50mm F2.8.
Con questa attrezzatura ho finalmente la possibilità di fare foto in tantissime condizioni "avverse" come sotto la pioggia, in controluce o con soggetti in movimento, senza troppa paura della qualità del risultato finale.

Clicca qui per vedere la mia galleria su Flickr

Dal 2016, dopo essermi sposato, ho avuto la possibilità di introdurre mia moglie alla fotografia digitale: anche lei ha iniziato a fotografare utilizzando il mio kit, mentre io ho iniziato a concentrarmi su riprese video con una telecamerina digitale Panasonic comprata con mio fratello alcuni anni fa.
Quest'estate ho acquistato una Panasonic Lumix FZ2000 che ho avuto modo di testare per benino nel mio ultimo viaggio in Perù.
Questa bridge è particolarmente versatile e permette di realizzare foto di qualità paragonabile ad una reflex, ma è con le riprese video che dimostra la sua vera capacità.

La perdita della faccia

Come potete leggere nella sezione About, una delle mie passioni è la musica.

Ho imparato a suonare la chitarra all'età di sedici anni. Nel 2009 ho avuto una band in cui suonavo e cantavo pezzi rock; il complessino è durato giusto qualche mese ed è stato attivo unicamente in sala prove, con l'eccezione di una breve esibizione dal vivo che è bene dimenticare...

Nonostante questa piccola e fallimentare esperienza, ho continuato a suonare, iniziando anche a scrivere canzoni e a registrarle con mezzi di fortuna (un registratorino portatile a cassette, un altro registratore digitale d'epoca arcaica, la funzione memo del cellulare...).
Le mie uniche due esibizioni voce e chitarra sono avvenute in due piccoli contest musicali del mio quartiere, la prima segnata dalla mia inesperienza ma che tutto sommato è andata benino, la seconda finita con risultati più catastrofici dell'esibizione del 2009 e con la perdita della mia faccia a causa di un'improvvisazione totale da parte mia e dei due amici che mi hanno provato ad accompagnare alla chitarra.
Da lì la certezza che per suonare dal vivo devo essere accompagnato da qualcuno che sa cosa suonare oppure è meglio essere da solo.
Questa esperienza mi ha insegnato che è sempre meglio suonare in un locale in cui la gente sa che sta per ascoltare un lungo set voce e chitarra, mentre contest e altre feste non sono adatti a questo tipo di format.

Parallelamente, dal 2014 ho suonato nel complessino folk Giuliano e i Giargianelli, dove insieme ad alcuni amici abbiamo suonato a diverse feste di quartiere e a qualche matrimonio (incluso il mio, con risultati che questa volta definirei gloriosi) con un repertorio composto da brani della tradizione piacentina, pezzi folkloristici della zona padana e canzoni del cantautore Davide Van De Sfroos, uno dei miti di tutti i componenti della band e vero ispiratore del nostro frontman Giuliano.
La band è in un momento di pausa ma non si è mai sciolta, e chissà che un domani non torni a calcare i palchi del Piacentino...

Dal 2014 ho iniziato a sperimentare con la musica elettronica (proprio nel senso che, non sapendo dove mettere le mani, ho iniziato a suonare a casaccio... ma con risultati decisamente discreti).
Anche se non si direbbe, ho un piccolo seguito sul web e qualcuno mi ha addirittura chiesto quando suonerò in qualche locale: per ora niente da fare, ma mai dire mai.

Dispongo di alcuni canali Soundcloud, da cui è possibile ascoltare numerose composizioni, e di una pagina su Bandcamp, dove è possibile ascoltare e acquistare la mia musica.